Mercoledì, 17 Luglio 2019

Giuseppe Balena

Nessun evento trovato
loader

Rassegna stampa

 

 

 

Notizie ANSA

A+ R A-

YAWEH, il Dio della guerra

Guerra santa o santa guerra: nel remoto passato come nel prossimo futuro le sfumature semantiche legate a questo gioco di parole potrebbero non essere sufficienti per spiegare, in sostanza, l’ossimoro: la guerra si può considerare santa? Esiste un inestricabile intreccio tra guerra e sacralità?

Il Signore degli eserciti”: questo è soltanto uno degli appellativi di Dio e compare per ben 235 volte in vari capitoli della Bibbia, prevalentemente nel Vecchio Testamento. Da questa espressione “disarmante”, è proprio il caso di dirlo, prende spunto e si sviluppa l’intera trattazione del libro di Stefania Tosi dal titolo “YAHWEH – DIO della guerra” edito da Uno Editori. Un libro che apre una discussione serrata e travagliata a proposito della figura imponente del Dio del Vecchio Testamento. Un’analisi minuziosa di numerosi passi biblici per cercare di spiegare gli avvenimenti principali, spesso cruenti, della storia del popolo ebraico alla conquista della propria identità.

L’autrice mette in evidenza a più riprese l’antitesi e la conflittualità tra la bontà prefigurata di Dio e la violenza che si manifesta in alcuni avvenimenti biblici. Di certo, però, gli ebrei evitavano accuratamente di pronunciare il tetragramma sacro, come confermato e stabilito anche nei dieci comandamenti. Tra Dio e il popolo eletto da sempre si è instaurato un rapporto conflittuale, costellato di adorazione, tradimenti, allontanamenti e riconciliazioni.

L’appellativo di “Signore degli eserciti” risulta molto interessante e degno di approfondimento alla luce del fatto che in primo luogo è lo stesso Dio a proclamarlo, ma in ragione anche del fatto che nel passo biblico Numeri 21:14 si fa accenno a un libro andato perduto e intitolato proprio “Il libro delle guerre di YAHWEH”.

Nel dipanarsi della ricerca vengono analizzate varie vicende bibliche.

Davvero il racconto del diluvio universale è solo biblico? Una narrazione incredibilmente simile è possibile ritrovarla anche nelle Tavolette sumere di Nippur, nel Poema di Atrahasis e nell’Epopea di Gilgamesh.

Questo non è certamente l’unico caso di contaminazione dei vari testi dell’antichità: un curioso parallelismo, per esempio, esiste anche tra i dieci comandamenti e la formula 125 del Libro dei Morti degli egizi.

Gli interrogativi che emergono con forza dal testo sono molti.

Che cos’era realmente l'Arca dell'Alleanza? Secondi alcuni studiosi avrebbe tutte le caratteristiche di un moderno condensatore elettrico in grado di sprigionare fortissime scariche letali.

Sono realmente esistiti i giganti ai quali si fa riferimento in alcuni passi della Bibbia?

Tutti gli abitanti di Sodoma e Gomorra erano peccatori? Davvero nessuno era degno di essere salvato?

Tutti questi interrogativi che non trovano una risposta immediata e razionale possono essere relegati e spiegati “semplicemente” nel recinto della formula del “mistero della fede”?

Si tratta, come è evidente, di argomenti complessi che si aprono su una materia delicata e con risvolti teologici importanti e imponenti.

Secondo l’autrice tutti questi episodi del racconto veterotestamentario rivelano un aspetto particolare di Dio: agirebbe quasi più sul piano fisico rispetto a quello più spiccatamente spirituale. Inoltre, gli avvenimenti sarebbero imbrigliati tutti in uno schema fisso di riferimento: peccato (castigo), pentimento e liberazione.

In realtà, però, la Bibbia è un libro complesso che andrebbe consultato tenendo conto di vari livelli di lettura: letterale, simbolica, metaforica e allegorica. Forse in queste pieghe metodologiche, a metà strada tra ermeneutica ed esegesi, si potrebbero trovare molte risposte nell’estenuante tentativo di interpretare le logiche di Dio, filtrandole con la mente e la razionalità dell’uomo.

 

Pensando un film: I dieci comandamenti di Cecil B. DeMille (1956)

Pensando una canzone: Promises, The Cranberries – Album: Bury the Hatchet (1999)

 

La citazione

«Anche se la verità dei fatti non piace, la soluzione non è negarla o chiudere gli occhi. Essa non svanisce o muta sostanza soltanto perché ignorata».

STEFANIA TOSI

 

L’autrice

Stefania Tosi è laureata in Storia e attualmente è docente di materie umanistiche. É ricercatrice indipendente, studiosa di storia antica e di mitologia. Da più di dieci anni si occupa di storia dell’Antico Egitto e dei testi sacri egizi a cui ha successivamente affiancato l’analisi dei testi biblici. Vive e lavora a Milano.

 

Scheda tecnica del libro

Autore: Stefania Tosi

Casa editrice: Uno Editori

Luogo pubblicazione: Orbassano (to)

Prefazione: Mauro Biglino

Pubblicazione: Dicembre 2015

Formato: 14x20 cm

Pagine: 220

Prezzo: 15,70