Mercoledì, 25 Novembre 2020

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Notizie ANSA

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South Side Jiu Jitsu campione nazionale

“See you on the mat” - ci vediamo sul tappeto. Questo è il motto degli agguerriti ragazzi della squadra di jiu jitsu brasiliano “South side jiu jitsu” di Ferrandina, in provincia di Matera, capitanata dall'istruttore Domenico Armento. Per il terzo anno consecutivo la comunità ferrandinese ha fatto il pieno di medaglie. Nella competizione “Roma open Bjj 2012” e nel “Torino challenge 2012” Armento si è aggiudicato la medaglia d'oro nella categoria adulti (pesi supermassimi, cintura blu), confermandosi  campione italiano nella sua categoria. In soli due anni e mezzo ha già partecipato a sette competizioni nazionali e a due campionati europei Ibjjf. L’Italian bjj open è il primo campionato italiano di jiu jitsu brasiliano (Bjj) e si è concluso il 12 maggio scorso.

Che cos’è il jiu jitsu brasiliano

Il Bjj vanta oltre 20mila atleti in tutta Italia. Si tratta di una variante dell'arte marziale giapponese dello judo; in sostanza è uno sport da combattimento e allo stesso tempo un metodo di difesa personale che si sviluppa in particolar modo nella lotta a terra. La disciplina, nata negli anni venti del XX secolo, permette anche che una persona più piccola e debole di difendersi con successo da un assalitore più grande e forte, tramite l'utilizzo di appropriate tecniche come leve, chiavi articolari e “strangolamenti”. Uno sport, dunque, e non una pratica violenta fine a se stessa: tanto allenamento, sacrifici e tanta passione. Sono questi gli ingredienti che hanno portato la squadra aragonese agli allori nazionali.

La squadra “South side jiu jitsu”

L'anno accademico 2011 - 2012 ha segnato il debutto di alcuni allievi promettenti, tra i quali spicca il nome di Tommaso Tricarico: argento a Milano, oro a Torino e bronzo all'open di Roma. Non mancano le sorprese in rosa: Sara Mattera, appena 18enne, è la più piccola della categoria, ma ha guadagnato il bronzo a Torino e uno splendido oro a Roma. Ottimo il debutto anche di Cristina Tremamunno, argento a Roma. La presenza della quota rosa dimostra la grande capacità che ha quest’arte di adattarsi alle caratteristiche fisiche femminili e la sua applicabilità nel contesto sportivo e reale. Il punto di riferimento del gruppo è il trainer Domenico Armento che ha dichiarato: “Personalmente sono davvero molto felice dei miei risultati, ma soprattutto di quelli dei nostri atleti: ragazzi, ragazze e padri di famiglia che con grandi sacrifici lottano per creare qualcosa di positivo, per conquistare grandi risultati mettendosi in gioco e facendo enormi sacrifici sul lavoro, a scuola, in famiglia e a tavola. Sono contento - continua il giovane allenatore - per come questo gruppo sta crescendo, nonostante la nostra sia una realtà nata da poco, siamo presenti in tutte le gare che contano; i nostri ragazzi ce la mettono tutta e riusciamo sempre a portare a casa buoni risultati. Un po’ alla volta stiamo diventando una squadra di un certo valore, abbiamo atleti vincenti in varie categorie”. Il jiu jitsu brasiliano è uno sport di confine, ma soprattutto una disciplina. Nelle parole del pluricampione mondiale Rubens "Cobrinha" Charles c’è l’essenza di quest’arte marziale: “La cosa più importante nella vita è avere carattere, buone maniere, disciplina, lealtà, rispetto ed educazione. Queste qualità sono più importanti di ogni altra virtù, non lo dimenticate mai. Diventare un atleta è facile, vi serve solo tecnica e un programma di allenamento. La parte difficile sta nello sviluppare le qualità che ho citato”.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 3 26/05/2012