Lunedì, 26 Ottobre 2020

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Notizie ANSA

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Rischio crolli anche senza terremoto

Il ponte potrebbe crollare. Non stiamo parlando di una struttura danneggiata dal recente terremoto in Emilia. In pericolo è il ponte sul viadotto Calciano, fortemente compromesso e parzialmente abbattuto in seguito all’alluvione del marzo dello scorso anno. Il pericolo di crollo, dunque, è sotto gli occhi di tutti da oltre un anno. L’allarme è stato lanciato nuovamente proprio in questi giorni dal geometra Nicola Bonelli.

Niente è stato fatto

Da oltre un anno la situazione è rimasta pressoché la stessa. Niente è cambiato, nulla è stato fatto. In prossimità del ponte la carreggiata si restringe pericolosamente, creando non pochi problemi per la regolare viabilità. Fortunatamente le due carreggiate, essendo state costruite in tempi diversi, sono indipendenti tra loro. Più volte nel corso degli anni, in particolare nel 1995 e nel 2000, Bonelli ha segnalato alle autorità competenti il cattivo stato di manutenzione dei viadotti Calciano 1, sito al Km 32 e Calciano 2, sito al Km 37. Già nel 2003 l’Autorità di bacino ha evidenziato le pessime condizioni del viadotto Calciano 1.

I problemi tecnici

I problemi sono riconducibili ai fenomeni erosivi in alveo, prevedibili e molto frequenti nei corsi d’acqua a fondo mobile (di sabbia e ghiaia) come nel caso del Basento. Gli accumuli di materiale deviano la corrente e la confluiscono sotto una sola campata. Il restringimento della sezione di deflusso provoca l’aumento di velocità dell’acqua; questa, a sua volta, determina l’escavazione del fondo alveo fino a scalzare le fondazioni e a scoprirne i pali sottostanti. Tenere fuori terra i pali di fondazione in un corso d’acqua è come piazzare intorno della dinamite, collegata a una miccia a lenta combustione. E’ solo questione di tempo. Questo è accaduto puntualmente al pilone crollato del viadotto Calciano 2. L’altro problema gravissimo – trascurato dall’ANAS – riguarda la soletta su cui poggia il manto stradale. Mentre i plinti, i piloni e le travi presentano uno stato di conservazione tale da garantire altri cento anni di vita, la soletta, invece, presenta uno stato di degrado preoccupante: calcestruzzo deteriorato e ferro scoperto e arrugginito.

Quando inizieranno i lavori?

Per questi motivi ora a rischio è anche la carreggiata di destra. Se si dovesse verificare il cedimento, com’è ampiamente prevedibile secondo le dichiarazioni di Bonelli, la regione si troverebbe spaccata in due, senza sottovalutare la grave pericolosità contingente alla quale sarebbero sottoposti gli automobilisti di passaggio. La Basentana rappresenta un’importante arteria di collegamento per l’intera regione e la chiusura, come già si è verificata più di un anno fa, potrebbe causare non pochi disagi di viabilità tra le due province. Per Bonelli la colpa è imputabile ai tecnici regionali; sedici anni di ”interventi cervellotici e auto-riproducenti. Con gabbioni, macigni, micropali e tanta improvvisazione, hanno fatto e rifatto interventi senza mai venire a capo del problema; interventi che si sono rivelati un inutile spreco di risorse pubbliche. Rincorrono il problema ma non lo risolvono: per fronteggiare l'erosione sotto una campata deviano la corrente sotto un'altra. Siccome di campate ce ne sono trentasei, non riescono a star dietro al fenomeno da loro stessi generato”. Per i lavori di sistemazione servono tre milioni di euro. Con un milione di euro del fondo Anas per la manutenzione straordinaria saranno poi ricostruiti il pilone e le due campate demolite per evitare altri danni al viadotto. Dovranno poi essere realizzati lavori di protezione idraulica nel fiume. I ritardi nell’avvio delle procedure sono stati causati dal fermo giudiziario imposto dalla Procura di Matera che non ha consentito di effettuare le indagini geognostiche dell’area fino a novembre 2011. I piloni, però, nel frattempo non aspettano i tempi burocratici e della giustizia.

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 5 09/06/2012