Lunedì, 26 Ottobre 2020

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Attualmente redattore del mensile Mistero

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Notizie ANSA

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Pisticci: una città da cancellare

Non c’è due senza tre. Dopo l’ospedale e la sezione distaccata del tribunale di Matera, ora Pisticci rischia di perdere anche l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Il decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno scorso prevede, infatti, la chiusura degli uffici territoriali delle Agenzie delle Entrate nelle province con meno di 300mila abitanti o con un numero di dipendenti in servizio inferiore a 30 unità. Termine ultimo il 1° settembre prossimo.

La chiusura

L’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate sarebbe a rischio soprattutto in considerazione della popolazione provinciale materana, ben al di sotto del limite stabilito dal decreto; viceversa non rientrerebbe nello sbarramento del numero minimo dei dipendenti, poiché la struttura, considerando anche i dipendenti in servizio negli sportelli di Policoro e Stigliano, supera le 30 unità. Resta, comunque, il fatto che la città di Pisticci sta per essere spogliata inesorabilmente di un altro presidio importante. Una delle conseguenze immediate, per esempio, sarebbe l’impossibilità di registrare gli atti giudiziari; per avvocati e cittadini, dunque, l’ennesimo innalzamento delle spese e disagi aggiuntivi. La chiusura, inoltre, costituirebbe un duro colpo alla lotta all’evasione fiscale e allo snellimento delle procedure burocratiche necessarie per cercare di far ripartire l’economia stagnate. L’Agenzia delle Entrate della provincia di Matera ha due uffici territoriali: Matera e Pisticci. Entrambi, oltre a dedicarsi alle attività d’informazione e assistenza, si occupano anche della gestione delle imposte dichiarate e dei controlli formali. La chiusura della struttura avrebbe ripercussioni in un’ampia area che abbraccia numerosi comuni. La razionalizzazione delle risorse economiche ancora una volta ricade a caro prezzo sulle spalle dal cittadino comune. La chiusura degli uffici fiscali, veri presidi di legalità, potrebbe essere letta, infine, come un arretramento dello stato, una sospensione della vigilanza e del controllo del territorio, in una regione che per motivi infrastrutturali è già periferica.

 A rischio anche il tribunale

La chiusura che si prospetta all’orizzonte cade quasi contemporaneamente con quella paventata della sezione staccata del tribunale di Matera e segue solo di pochi mesi quella dell’ospedale di Tinchi, nella frazione di Pisticci. Proprio in questi giorni il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, probabilmente per un disguido non è stato neanche convocato all’incontro romano per decidere le sorti dei tribunali locali a rischio chiusura. Sta di fatto che con la soppressione della sezione distaccata del tribunale verrebbe meno l’ultima istituzione presente ancora sul territorio. Molto duro il commento da parte del comitato permanente di difesa della sezione distaccata del tribunale: “La rigidità mostrata dal cosiddetto “governo tecnico” è del tutto ingiustificata e illegittima, così come la sua investitura che cancella d’improvviso le leggi democratiche che hanno per 150 anni somministrato giustizia al popolo, sebbene con le difficoltà che conosciamo; questi burocrati, finti salvatori della nazione, con arroganza e supponenza stanno ammazzando il paese e la sua struttura produttiva. A questo si aggiunga la forte delusione rappresentata dai parlamentari lucani e dalla politica regionale che, tranne qualche rara eccezione, sull’argomento era ed è totalmente assente, tanto da far pensare che la nostra comunità non sia rappresentata tanto a Potenza, quanto a Roma; di questo atteggiamento menefreghista ce ne dovremmo ricordare al momento del voto”. Dopo il settore sanitario, della giustizia e ora anche del fisco, quale sarà il prossimo a essere sacrificato?

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 9 07/07/2012