Lunedì, 26 Ottobre 2020

Giornalista iscritto all'Albo Nazionale dal 2012

Attualmente redattore del mensile Mistero

rivista dell'omonima trasmissione televisiva di Italia Uno

 

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Rassegna stampa

 

Notizie ANSA

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Le ecomafie di casa nostra

L’ecomafia fa sentire la sua voce anche in Puglia e Basilicata. In questi giorni è stato pubblicato l’annuale ''Rapporto sulle illegalità ambientali” realizzato da Legambiente. Preoccupante la situazione a livello nazionale: 33.817 reati ambientali scoperti nel 2011, 9,7% in più rispetto al 2010; quasi 93 reati al giorno. Aumentano i reati contro il patrimonio faunistico, gli incendi boschivi e i furti delle opere d’arte e dei beni archeologici. Triplicano gli illeciti nel settore agroalimentare. Nello specifico le forze dell’ordine hanno accertato 5.284 illeciti relativi al ciclo dei rifiuti.

 La situazione pugliese

La Puglia rimane al quarto posto a livello nazionale: 3.345 infrazioni accertate, 2.971 persone denunciate, 57 arrestate e 1.281 sequestri effettuati. Per quanto riguarda i sequestri effettuati, si colloca addirittura al primo posto. Nella classifica delle province troviamo: Bari al quarto posto con 1.097 infrazioni accertate, Foggia (passata dal sedicesimo all’ottavo posto) con 775 e Lecce (passata dal tredicesimo al nono) con 742. Nel ciclo illegale dei rifiuti, invece, scende al terzo posto, con 421 infrazioni accertate (30,9% in meno rispetto al precedente rapporto), 441 persone denunciate e 250 sequestri effettuati. La maggior parte delle infrazioni accertate si concentrano nelle province di Bari (105), Lecce (104) e Foggia (94). Per quanto riguarda lo smaltimento illegale di pneumatici fuori uso, si registra ancora il primato assoluto con 28 discariche sequestrate. Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento si aggiudica il terzo posto (era al quinto lo scorso anno) con 683 infrazioni accertate (un incremento del 20,7%), 1.040 persone denunciate, un arresto e 356 sequestri effettuati. Entrano nella top ten delle province italiane per il mattone illegale quelle di Bari (ottavo posto con 165 reati, il 17,9% in più rispetto al 2010) e Foggia (nono posto con 157 illeciti, +57%). Per quanto riguarda, infine, il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffico di animali da compagnia, commercio di specie protette, macellazione clandestina, bracconaggio e pesca di frodo) la Puglia sale al terzo posto (l’anno scorso era al quinto) con 909 infrazioni accertate, 890 persone denunciate e 406 sequestri effettuati (+81%).

 La situazione lucana

La Basilicata, invece, si colloca al dodicesimo posto nella classifica nazionale dei reati ambientali con 876 infrazioni, pari al 26,8% in più rispetto all'anno precedente; in particolare, nel ciclo dei rifiuti, si registrano dati in controtendenza rispetto al resto del paese, dove le infrazioni sono in diminuzione. Il rapporto tratteggia una regione che necessita di un attento monitoraggio, poiché non immune dai fenomeni di illegalità. Si tratta per lo più di uno stillicidio di microabbandoni in contesti antropizzati, spesso frutto di una distorta cultura ambientale. Altro dato che emerge riguarda il ciclo del cemento per il quale si registra una diminuzione delle infrazioni, sebbene in Basilicata continui a tener banco il fenomeno delle case fantasma, ossia degli immobili esistenti ma del tutto sconosciuti all’ufficio catasto. Dal censimento delle strutture è poi emerso che la provincia di Matera è nella top ten delle case fantasma con 4.181 abitazioni non dichiarate nel solo capoluogo. Nel rapporto si evidenzia, infine, il caso di Lauria, in provincia di Potenza, dove sarebbero circa duemila, ovvero la metà rispetto a quelle di Potenza, a fronte di una popolazione di appena un quinto. Per quanto riguarda il ciclo del cemento sono state accertate 139 infrazioni (2,1% del totale nazionale), con 135 denunce e 22 sequestri. Nel ciclo dei rifiuti si registrano, invece, dati in controtendenza rispetto al resto del paese, dove le infrazioni sono in diminuzione; sul territorio lucano, infatti, segnano un incremento del 38,6%, accompagnato da un numero maggiore di denunce (112 rispetto alle 44 del 2010).

 

Pubblicato sul settimanale L'Altravoce N. 10 14/07/2012